Finti Tonti
Natalia Agati, Emanuele Caporrella, Alessandro Giovannini, Matteo Locci, Başak Tuna, Tiziano Locci





Scuola Piccole Zattere Venezia 2025

su invito di Edoardo Lazzari


participants:

Elena Roccaro,Eleonora Preziosi, Alessandra Cussini, Sofia Pieroni, Caterina Lanza, Lucia Di Pietro, Gaia Vianello Francesca


Video documentation by Tiziano Locci






Eng

Humanity, which in Homer was a spectacle for the gods of Olympus, has now become one for itself. Its self-alienation has reached such a degree that it can experience its own destruction as an aesthetic pleasure of the first order. (Benjamin, 1935)

The present encourages spectacular rhetorics of the end, yet cyclically — in order to make fields of action possible and legitimate — we remove these catastrophic horizons and take part in the problem. We raise the curtain, touch up the scenography and recalibrate the mise-en-scène. Govern or subvert. Step into the spotlight or vanish in the wings. Through gritted smiles, one's own psychophysical balance tests irresolvable individual contradictions, weaving the necessary illusions to emerge from disenchantment.

Moving between theoretical and practical approaches, the workshop explores the strategy of playing dumb: a device of resistance, a mechanism of adaptation, an illusion chosen with lucid determination. What postures do we adopt to move through the present without being crushed by its gears? What mechanisms of removal do we set in motion to justify our own actions?

One's own contradictions as a starting point for a reflection on the spectacularisation of collapse and on individual strategies of survival — transforming into a living theatre where we explore, body to body, the relations between interior and exterior, ethics and morality, skin and image, material and symbolic consumption.

The workshop is part of the Scuola Piccola Zattere fellow program by Edoardo Lazzari, takes place during Carnival and explores the strategy of playing dumb: a device of resistance, a mechanism of adaptation, an illusion chosen with clear determination.

Ita

L’umanità, che in Omero era uno spettacolo per gli dei dell’Olimpo, ora lo è diventata per se stessa. La sua estraniazione ha raggiunto un grado che le permette di vivere il proprio annientamento come uno spettacolo estetico di primo ordine. (Benjamin 1935)

Il presente incentiva retoriche spettacolari della fine, eppure ciclicamente, per rendere possibili e legittimare campi di azione, rimuoviamo tali orizzonti catastrofici e prendiamo parte al problema.  Solleviamo il sipario, ritocchiamo le scenografie e ricalibriamo la messinscena. Governare o sovvertire. Esporsi o svanire tra le quinte. Nei sorrisi a denti stretti, il proprio equilibrio psicofisico testa le contraddizioni individuali insanabili, tessendo illusioni necessarie per emergere dal disincanto.


Muovendosi tra approccio teorico e pratico,  il laboratorio esplora la strategia del finto tonto: un dispositivo di resistenza, un congegno di adattamento, un’illusione scelta con lucida determinazione. Quali posture adottiamo per attraversare il presente senza lasciarsi schiacciare dai suoi ingranaggi? Quali meccanismi di rimozione mettiamo in moto per giustificare il nostro agire?

Le proprie contraddizioni come punto di partenza per una riflessione sulla spettacolarizzazione del collasso e sulle strategie individuali di sopravvivenza trasformandosi in un teatro vivo dove esplorare – corpo a corpo – le relazioni interno ed esterno, etica e morale, pelle e immagine, consumo materiale e simbolico.

Il laboratorio fa parte del programma fellow Scuola Piccola Zattere di Edoardo Lazzari, si svolge durante il Carnevale ed esplora la strategia del finto tonto: un dispositivo di resistenza, un congegno di adattamento, un'illusione scelta con lucida determinazione